Sab. Ago 29th, 2026

Nel 2012 in Francia ci fu un caso emblematico di conflitto tra operaie e nuova proprietà: La multinazionale Rochette & Co. acquisì la fabbrica tessile Varazzi e propose alle operaie condizioni di lavoro peggiorative, in particolare riducendo la pausa pranzo da 30 a 7 minuti.

Le operaie si opposero fermamente avviando una battaglia, anche tramite i social, per mantenere la loro dignità lavorativa.

Prendendo spunto da questa vicenda e dall’opera di Stefano Massini, ispirato anche da “la parola ai giurati” di Reginald Rose del 1954 – evidenzia la regista, Giuliana Satta – si è voluto ricreare lo stesso dramma in una azienda manifatturiera del Sud Italia dove – ad un passaggio di proprietà – i nuovi proprietari della “Manifattura del Sud” chiedono al consiglio di fabbrica, tutte donne, di andare loro incontro regalando sette minuti del loro intervallo, che si ridurrebbe ad otto e non più a quindici minuti. In apparenza sembra una richiesta legittima, perché “Il tempo è quello che è…” e “potevamo perdere tutto” ma alla portavoce del consiglio questa richiesta risulta una nota stonata, un ricatto, dei nuovi proprietari.

A poco a poco il dibattito si anima, e ognuna delle protagoniste si trova a dover fare i conti con la propria vita, le proprie paure ed i propri segreti: a cosa sono disposte ad accettare le donne, per la paura di perdere ciò che spetta loro di diritto – cioè la dignità – a furia di compromessi, di piccoli diritti acquisiti tolti e negati?

La nostra scelta di perpetuare una condizione perenne di ignavia e codardia come si ripercuote sulle generazioni future? La stessa richiesta sarebbe risultata legittima se la fabbrica fosse stata composta da uomini?

Un finale aperto, che possa aiutare lo spettatore a riflettere, esattamente come lo ha fatto ognuna delle protagoniste che ha dovuto affrontare il proprio ruolo sul palcoscenico del teatro come della vita”.

7 minuti: in scena domenica 15 marzo, sul palco del Piccolo Teatro Cappelli di Martina Franca (sipario alle 20.00)

Interpreti: Dina Ancona, Eva Ancona, Francesca Ancona, Alessandra Carrieri, Annamaria Cito, Francesca Fumarola, Ilaria Gaudio, Giorgia Latagliata, Miriam Quero, Emanuela Palmisano, Giuliana Satta Regia, adattamento drammaturgico e videoscene Giuliana Satta.

Evento patrocinato dall’Assessorato alle Attività Culturali.

Il ricavato dello spettacolo sarà destinato a situazioni di emergenza di donne e minori